PER EVITARE FREGATURE BISOGNA CONOSCERE UN PO' DI FINANZA

PER EVITARE FREGATURE BISOGNA CONOSCERE UN PO' DI FINANZA

19/09/2016

Un popolo di obbligazionisti e navigatori. Da Cirio, passando per Parmalat, finendo a Banca Etruria, gli italiani hanno investito ampie fette di risparmio in bond. Eppure l’89% non sa o risponde in modo errato quando gli viene domandato quali siano le caratteristiche principali di un’obbligazione; soltanto l’11% risponde in modo corretto (interesse e prezzo del bond). Il report 2016 della Consob sulle scelte di investimento degli italiani lascia interdetti. I miliardi di risparmi andati in fumo negli ultimi 15 anni hanno insegnato poco o nulla.

La conoscenza peggiora
Un anno dopo il rapporto Consob 2015 (medesimo campione di intervistati, Gfk Eurisko), il 47% non sapeva o rispondeva in modo errato alla domanda «cos’è l’inflazione?»; nel 2016 la percentuale è salita al 57 per cento. Una crescita preoccupante. Nell’indagine di quest’anno è stata posta poi la domanda sul concetto di tassi di interesse negativi, argomento all’ordine del giorno sui giornali economici e anche in tv, vista l’ampia copertura mediatica delle iniziative della Banca centrale europea. Ebbene, il 78% degli intervistati non comprende la nozione di tasso negativo. Per non parlare dei nuovi fenomeni di consulenza come quello del robo-advisor: l’87% non ha mai sentito parlare di tale servizio. Stesso discorso per l’equity crowdfunding, che consente di investire via web su piccole società non quotate (il 74% non ne ha mai sentito parlare).

So di non sapere
La vera novità però è che rispetto al passato si sta facendo largo tra gli italiani la consapevolezza di non essere delle cime in finanza. È salita infatti dal 18 al 28% la decisione di consultare un esperto prima di fare un investimento. Non solo, ci si fida anche meno dei suggerimenti di amici e parenti visto che 12 mesi fa il 44% degli intervistati chiedeva consiglio a loro; percentuale scesa ora al 38 per cento.

La necessità di una svolta
Nonostante si faccia largo la consapevolezza del proprio analfabetismo finanziario, gli italiani hanno bisogno di una spinta, di qualcuno che gli trasmetta concetti economici semplici ma necessari (inflazione, rischio/rendimento, diversificazione del portafoglio) per evitare di inciampare di nuovo in un bond Parmalat o in un subordinato di Banca Etruria.
Ecco dunque il motivo di quest’ampia inchiesta di Plus24 che cerca di andare oltre la semplice presa d’atto dell’ignoranza finanziaria di molti italiani. Tanto si è detto e fatto negli ultimi anni per fornire una rete di protezione ai risparmiatori. Eppure, come spieghiamo in pagina 7, truffe e frodi continuano. Alla fine è dunque necessario che alcune competenze siano in possesso del singolo cittadino. C’è quindi bisogno della scuola e di trasmissioni del servizio pubblico (la Rai). Come insegnava infatti il maestro Manzi: «Non è mai troppo tardi».

(Il Sole 24 Ore, Plus 24, sabato 17 settembre 2016)

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