SE DI BREVE DURATA OGGI IL VARIABILE CONVIENE DI PIU'

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20/06/2016

L’Euribor negativo abbatte lo spread Offerte anche sotto l’1%.

Tassi così non si erano mai visti. L’Euribor, parametro di riferimento dei mutui variabili, è negativo su tutte le scadenze e l’Eurirs, parametro di riferimento dei mutui a tasso fisso, è ai minimi storici. Il risultato? Che contrarre un mutuo oggi non è mai stato così conveniente.

Ipotizzando una richiesta di 150mila euro su un valore dell’immobile di 300mila euro, Intesa Sanpaolo offre a 20 anni un tasso fisso dell’1,99%. Un livello impensabile fino a qualche anno fa. Il miglior mutuo variabile, invece, è di Credem che, sempre a 20 anni e per 150mila euro su 300mila, chiede lo 0,99%.

nuove Offerte senza “floor”

Il costo di un mutuo è dato dalla somma tra lo spread e il tasso di riferimento. Poiché l’Euribor è negativo su tutte le scadenze, i finanziamenti a tasso variabile che non hanno il “floor” (è una clausola che, se inserita nel contratto, va esplicitata al cliente e in caso di Euribor negativo considera il tasso pari a zero) hanno un Teg (tasso effettivo globale) più basso rispetto allo spread. Il costo finale, poi, è rappresentato dal Taeg (tasso annuo effettivo globale), che comprende tutte le spese accessorie, come la gestione pratica o l’incasso rata. Ecco allora che Credem è in grado di offrire uno spread dello 0,99%, con un Teg che scende allo 0,73% sottraendo l’Euribor negativo e un Taeg che considerando le spese accessorie risale allo 0,99%. La proposta di Cariparma, invece, ha uno spread dell’1,15% e un tasso finale dello 0,99%, mentre Hello Bank! offre uno spread dell’1,25%, per un Taeg dell’1,01%.

Tra fisso e variabile

Oggi, lo scarto tra il migliore mutuo a tasso fisso e il miglior variabile è dell’1%, per una differenza di rata mensile di circa 60 euro. La scelta, quindi, sembrerebbe facile: pagare 60 euro in più e bloccare la rata per i prossimi 20 anni, senza subire le oscillazioni dei tassi. Ma non è detto che sia la soluzione migliore. «Bisogna considerare anche l’orizzonte temporale – spiega Roberto Anedda, direttore marketing di Mutuionline.it –. L’80% dei mutui erogati ha una durata che va dai 20 ai 30 anni. Ma c’è anche un 20% che predilige le scadenze brevi e in questo caso la scelta ottimale è il variabile». Se si prevede di estinguere il mutuo in 10 anni, non c’è ragione di scegliere il fisso. «Un concetto importante che spesso sfugge ai mutuatari è risparmiare nei primi anni – sottolinea Luca Parisotto, amministratore unico di Telemutuo.it –. Non è facile fare previsioni sul futuro, ma probabilmente i tassi rimarranno su livelli molto bassi a lungo, forse per i prossimi 5 anni. E per quanto sia appetibile un fisso all’1,99%, sarebbe un peccato rinunciare a spendere lo 0,99%». Poi, se anche un domani i tassi dovessero salire, giunti a metà del piano di ammortamento la gran parte degli interessi sarà già stata pagata e il capitale da restituire sarà diminuito notevolmente. Ma sulle scandente dai 20 anni in su, un fisso all’1,99% è un’occasione storica.


(Il Sole 24 Ore, Plus 24, sabato 18 giugno 2016)

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