MUTUO, QUANDO SI PASSA ALLA CASSA

MUTUO, QUANDO SI PASSA ALLA CASSA

20/06/2016

Con i tassi sotto zero, le banche devono restituire soldi. Clausola sulla soglia minima? Anche nei preventivi.

Nell’era dei tassi di negativi può succedere che una banca vi restituisca gli interessi del mutuo. È accaduto in Danimarca dove una coppia ha ricevuto un accredito sul proprio conto corrente di 249 corone danesi (33 euro): l’indice a cui era agganciato il mutuo dei due danesi viaggiava a quota -0,65% che, sommato allo spread (il ricarico della banca), scivolava a un tasso di -0,05 per cento. Giustamente restituito con scandinava puntualità.
In Italia, dove lo spread medio degli ultimi dieci anni ha superato l’1 per cento, non siamo ancora giunti ai livelli di Copenaghen. In genere i mutui italiani a tasso variabile sono agganciati all’Euribor a 1,3 e 6 mesi che attualmente oscilla dal -0,16% (a 6 mesi) al -0,35% (a 1 mese). I mutuatari italiani vorrebbero, semplicemente, che le banche finanziatrici applicassero l’Euribor negativo e non si fermassero alla “soglia zero”. Una posizione , quella dei clienti, che ha trovato un illustre e potente alleato in Bankitalia.
la circolare
In una circolare inviata alle banche a fine febbraio (vedi Sole24Ore del 10 marzo scorso), Bankitalia ha spiegato chiaramente che se i tassi di riferimento hanno il segno meno, lo spread concordato con il cliente deve partire dal valore negativo e non da zero. Non solo. Le banche devono restituire quanto finora pagato in più dai mutuatari; a meno che il “floor” (il pavimento o soglia zero) non fosse stato previsto e concordato nel contratto iniziale. «Alcuni istituti di credito, pochi, hanno seguito l’invito di Bankitalia – ricorda Paolo Guerriero, consulente del Ctcu, l’associazione consumatori del Trentino Alto Adige –. In altri casi è necessario sollecitarli con una richiesta formale. Alcuni clienti si sono rivolti a noi: abbiamo ricalcolato quanto da loro pagato e quanto gli deve essere restituito». Alla richiesta formale in genere, spiega Guerriero, le banche pagano senza fare problemi.
la clausola e il preventivo
«Gli intermediari dovranno astenersi dall’applicare di fatto clausole di c.d. “tasso minimo” (floor clause) non pubblicizzate e non incluse nella pertinente documentazione di trasparenza e nella modulistica contrattuale»: il virgolettato è estratto dal documento di Bankitalia. Banche e altri intermediari, quindi, non potranno inserire a posteriori clausole che introducano il tasso minimo: in sostanza non potranno far finta che l’Euribor sia positivo o comunque a zero. Se la clausola non c’è nel contratto, bisognerà restituire i soldi. C’è di più. «Nella circolare sono indicate anche le clausole “non pubblicizzate” – afferma Guerriero –. Noi la interpretiamo così: la clausola del “tasso minimo” deve essere presente nel contratto di mutuo ma anche indicata nei preventivi consegnati al cliente». Il percorso è allora segnato, con l’avallo di Bankitalia. Ed è anche molto chiaro. In caso di ritardo o di rifiuto da parte della banca finanziatrice, il cliente ha sicuramente la strada dell’arbitro bancario/finanziario, il modo più economico per ottenere quanto gli è dovuto (il costo è di appena 20 euro).

(Il Sole 24 Ore, Plus 24, sabato 18 giugno 2016)

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