NULLO IL DERIVATO SUL MUTUO A TASSO VARIABILE

NULLO IL DERIVATO SUL MUTUO A TASSO VARIABILE

09/05/2016

Anche la Corte d’appello di Torino condanna Bre per i costi occulti iniziali.

Il derivato Interest rate swap (Irs) con costi impliciti occulti iniziali – stipulato a copertura di un mutuo a tasso variabile per l’acquisto della prima casa – è nullo per mancanza della causa concreta del contratto. Così ha stabilito la Corte d'Appello di Torino che, con la sentenza numero 654 del 22 aprile 2016, ha confermato la sentenza del Tribunale di primo grado la quale nel 2014 aveva condannato Bre (Banca regionale europea, gruppo Ubi Banca che contattato ha ritenuto di non commentare), a restituire a una cliente tutte le “rate” prodotte dal derivato (si vedano «Plus24» del 5 maggio 2012 e dell’8 febbraio 2014). Ma facciamo un passo indietro.

La vicenda

Nel maggio del 2007 un’impiegata stipula un mutuo trentennale a tasso variabile di 175mila euro per l'acquisto della prima casa. Banca regionale europea, con la finalità di offrire copertura dal rischio di aumento del tasso d’interesse, le fa sottoscrivere contemporaneamente uno swap plain vanilla – il più semplice tra i derivati – in cui la cliente paga un tasso fisso del 4,72% e riceve dalla banca l’Euribor a sei mesi (nove anni fa attorno al 4% ma oggi sotto zero), con nozionale bullet (cioè fisso fino a scadenza) di 100mila euro.

Poiché all’epoca il contratto produceva perdite per 10.793 euro, la risparmiatrice (assistita dall'avvocato Massimiliano Elia di Torino) chiama in giudizio Banca regionale europea facendo rilevare, tramite una perizia tecnica di parte, che al momento della stipula il contratto aveva costi impliciti non dichiarati alla cliente per 1.279 euro. Per la difesa, quindi, il contratto doveva considerarsi privo della causa concreta di copertura e di conseguenza nullo.

Il primo grado

Il Tribunale di Torino (giudice Martinat), con sentenza del 17 gennaio 2014, ha accolto le domande dell’impiegata affermando che il contratto derivato con costi impliciti iniziali non dichiarati alla cliente nonché privo dell’indicazione del mark to market e degli scenari probabilistici (su quest’ultimo punto si veda anche articolo in alto) è da considerarsi nullo per difetto di causa concreta. Il Tribunale torinese, nella motivazione, ha fatto ampi riferimenti alla sentenza della Corte d’Appello di Milano numero 3459 del 2013 (si vedano «Il Sole-24 Ore» e «Plus24» rispettivamente del 24 e 28 settembre 2013) che è stata la prima a sostenere l’essenzialità dell’indicazione degli scenari probabilistici ai fini della validità dei contratti derivati.

L’appello

Banca regionale europea, non soddisfatta dell’esito del primo grado di giudizio, ha così proposto appello ma la Prima sezione civile della Corte piemontese (Presidente Grimaldi; relatrice Mazzitelli) lo ha respinto, affermando che in uno swap ciò che conta non è soltanto la causa astratta (lo scambio differenziale dei flussi, cioè delle “rate”) ma anche quella concreta (ovvero la funzione concretamente svolta dal contratto).

I costi impliciti

Secondo la Corte d’appello, la presenza di costi impliciti e occulti (perché mai dichiarati alla cliente) determina uno squilibrio iniziale che fa venire meno, fin dall’inizio, la causa in concreto del negozio giuridico. Il Collegio, poi, ha ribadito che è assioma accettabile e coincidente con regole di buon senso quello secondo cui la partenza dello swap deve essere paritaria, senza valori negativi già a monte a carico di una delle parti.

Nonostante sia emerso inoltre che la cliente fosse consapevole di un collegamento tra mutuo e derivato, la Corte ha sottolineato che questo collegamento non era sussistente in via documentale. Infine, è stata respinta la domanda della Banca regionale europea di ridurre l’ammontare delle somme da restituire a causa di un presunto concorso di colpa della cliente.

L’impiegata, quindi, potrà trattenere quanto già restituito dalla Banca regionale europea che è stata condannata anche alla rifusione della spese legali per 3.600 euro.


(Il Sole 24 Ore, Plus 24, sabato 7 maggio 2016)

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