LA BANCA PUO' CEDERE LA CASA SENZA PASSARE DAL GIUDICE

LA BANCA PUO' CEDERE LA CASA SENZA PASSARE DAL GIUDICE

26/04/2016

Tale possibilità viene prevista da una clausola concordata fra le parti e non deve condizionare il finanziamento.

Possibilità per la banca di mettere in vendita l’immobile del mutuatario senza passare dal giudice; nessuna reintroduzione della penale di estinzione anticipata, neanche sotto forma di indennizzo per la banca; nuove regole per la consulenza ai mutuatari e modalità più stringenti per la valutazione del merito creditizio dei clienti che hanno chiesto il finanziamento e per la perizia dell’immobile. È arrivato al giro di boa finale il recepimento in Italia della direttiva europea sui mutui: in settimana il Consiglio dei ministri ha varato il decreto di recepimento della direttiva 2104/17/Ue. Un testo destinato a cambiare in molti punti il rapporto tra banche e cittadini in Italia.

Sull’estinzione anticipata a questo punto non c’è più una sorpresa, visto che la legge di delega aveva escluso questa possibilità. Non era così scontato quando la scorsa estate su queste pagine era stato segnalato tale rischio a più riprese. Successivamente il Governo è intervenuto a precisare tale orientamento: quindi il rischio era stato già scongiurato.

L’attenzione sul recepimento della direttiva, in tempi più recenti, si era concentrata sulla possibilità che in caso di inadempimento del mutuatario, la banca vendesse l’immobile, senza dover attivare un procedimento in sede giudiziaria. L’inadempimento, per far scattare la misura, deve essere (come suggerito dalle commissioni parlamentari che si sono espresse sul testo) di diciotto mesi di mancati pagamenti (non di semplici ritardi).

Nel testo esaminato dal Consiglio dei ministri si prevede che questa possibilità sia convenuta espressamente tra le parti al momento della stipula del contratto. E sembra essere esclusa la possibilità che la stessa clausola possa essere stabilita per contratti già in essere, e ciò non può avvenire anche in caso di surroga.

La buona notizia per i mutuatari è che la vendita dell’immobile in questo caso estingue “l’intero debito”. E quindi anche se il prezzo finale non fosse sufficiente a coprire il debito residuo, il mutuatario uscirebbe “libero”?da ogni ulteriore carico. Questo peraltro dovrebbe rappresentare un “calmiere”?rispetto ad atteggiamenti eccessivamente disinvolti della banca al momento di vendere l’immobile. Se invece il prezzo di vendita è superiore all’importo del debito residuo, la differenza va conferita al mutuatario.

Vengono concessi sei mesi di tempo per iniziare a pagare il debito residuo per coloro il cui immobile viene venduto a seguito di espropriazione immobiliare. Più che una penalizzazione sembra un vantaggio per il mutuatario: non si vede perciò perché escludere i vecchi casi. Ad ogni modo, il finanziatore non può condizionare l’erogazione del mutuo alla sottoscrizione della clausola e se questa viene inserita il mutuatario deve essere assistito da un consulente.


(Il Sole 24 Ore, Plus 24, sabato 23 aprile 2016)

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