L’ALTERNATIVA DEL LEASING ENTRA NEL SETTORE ABITATIVO

L’ALTERNATIVA DEL LEASING ENTRA NEL SETTORE ABITATIVO

22/02/2016

Chissà se il leasing abitativo darà davvero la scossa a un mercato che mostra i primi segni di ripresa. Le agevolazioni fiscali introdotte dalla legge di Stabilità 2016 lo rendono interessante soprattutto per gli under 35 con un reddito annuo fino a 55mila euro (per loro c’è una detrazione Irpef del 19%, da calcolare su un importo fino a 8mila euro annui, per i canoni, e a 20mila euro, per il prezzo di riscatto). Ma è chiaro che il successo del leasing dipenderà da diversi fattori. Tanto per cominciare, da quanto ci crederanno le banche. Ma saranno importanti anche i tassi d’interesse e la facilità con cui verrà concesso il credito alle famiglie: se il denaro continuerà a esser prestato in buona quantità e a basso costo, il mutuo risulterà probabilmente

più vantaggioso.

D’altra parte, l’intervento sul leasing è solo uno dei tanti ritocchi alla normativa e alla fiscalità sulle compravendite con cui i Governi negli ultimi anni hanno tentato di ravvivare il mercato.

Prendiamo l’agevolazione “prima casa”, una delle più usate, con 398.831 negozi giuridici registrati nel 2013, secondo le statistiche fiscali. Dal 1° gennaio 2014 l’aliquota dell’imposta di registro per chi può beneficiarne è stata ridotta dal 3 al 2%, con un minimale di 1.000 euro.

Il minimale è risultato penalizzante per chi acquista abitazioni piccole, in provincia o nelle zone rurali, perché fino a 285 euro di rendita catastale conveniva la vecchia tassazione. Ma la maggior parte dei compratori ha risparmiato qualcosa – la rendita media delle case italiane è intorno ai 450 euro – e anche le statistiche confermano che molti rogiti sono stati rinviati per sfruttare la nuova aliquota.

Ora la legge di Stabilità 2016 introduce un’altra modifica: la possibilità di mantenere l’aliquota del 2% anche se l’acquirente possiede già un immobile acquistato con il bonus prima casa, a patto che lo rivenda entro un anno dalla data del rogito. Servirà? Di sicuro chi vuole “sostituire” la propria casa, e non ha bisogno del ricavato per comprare quella nuova, avrà più tempo per vendere quella vecchia, anche se di fatto si scommetterà sulla possibilità di trovare un compratore disposto a pagare il prezzo richiesto nei prossimi 12 mesi (il che non è facile, in questa fase). Nessuna scommessa, invece, nel caso della possibilità di detrarre dall’Irpef il 50% dell’Iva pagata acquistando dai costruttori case in classe energetica A e B entro il 31 dicembre 2016. Semmai, si può rilevare che – vista la durata dei cantieri – questa misura sarà sfruttata da chi aveva già avviato l’acquisto “sulla carta” negli anni scorsi o da chi rileverà case già finite e rimaste invendute.

(Il Sole 24 Ore, luendì 22 febbraio 2016)

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