MUTUI, CHI RESISTE AL RESTYLING DELLE POLIZZE

MUTUI, CHI RESISTE AL RESTYLING DELLE POLIZZE

22/02/2016

Da lunedì 22 febbraio le coperture dovranno essere conformi alle regole dettate da Ivass e dalla Banca d’Italia.

È arrivata la data che le associazioni di consumatori aspettavano da tempo. Dal prossimo lunedì 22 febbraio le polizze a copertura dei finanziamenti dovranno adeguarsi alle nuove linee fissate in maniera stringente dall’Ivass e dalla Banca d’Italia. I punti di intervento sono molteplici e le modifiche richieste profonde (ne abbiamo parlato più volte su Plus24). Il tutto per evitare che questi prodotti (giudicati dalle Authority molto cari) venissero proposti in automatico con il prestito, quasi fossero un appendice allo stesso. Inoltre non sarà più possibile offrire le cosiddette garanzie rotanti (da applicare a seconda dello status del consumatore: lavoratore privato, pensionato o disoccupato). Novità anche sul fronte della dichiarazione del buono stato di salute che verrà sostituita con un questionario dettagliato. Inoltre sarà portato a 60 giorni il periodo per recedere dal contratto.

Ma l’industria è pronta? A detta degli osservatori per adeguarsi a questi cambiamenti contrattuali non semplici alcuni avrebbero rinunciato a proporre coperture perdita impiego (disoccupazione) in quanto il mix di nuove regole (abbandono delle coperture rotanti ed estensione della copertura alla durata del finanziamento) e del Jobs Act (che rende più instabile l’occupazione) rende il cocktail micidiale per l’industria.

Se i consumatori plaudono dunque non mancano le lamentele raccolte tra gli operatori di mercato. Secondo gli osservatori quasi tutto il settore si sta adeguando, con costi implementativi molto alti sia per le compagnie sia per i consumatori, che si troveranno di fronte a prodotti più cari (anche per via del loro arricchimento «forzoso» e per l’incertezza derivante dagli effetti pratici della fine della rotatività/mutualizzazione) e con il rischio che certe coperture spariscano dal mercato o si trovino a prezzi inaccessibili. Alcuni esponenti delle compagnie ricordano che nel solo 2015 non c’è quasi stato mese in un cui una normativa di carattere comunitario o nazionale, di rango primario, secondario o di soft law, non abbia riguardato, direttamente o indirettamente, il settore dei prodotti assicurativi protection: ora le compagnie specializzate auspicano quindi una “pausa regolamentare” sulle Ppi affinchè si possa dare il tempo ai consumatori e al mercato di riprendersi per familiarizzare con il nuovo regime, anche in attesa dell’operatività delle nuove regole sulle Ppi presenti nel Ddl Concorrenza (articolo 40), nella Mortgage Credit Directive (articolo 12) e nella Insurance Distribution Directive (articoli 24 e 25). Il timore è che la normativa aggiuntiva metta a rischio anche alcune coperture a forte valore sociale che hanno contribuito ad accrescere la capacità dei consumatori di rimborsare per tempo i finanziamenti di fronte ad eventi negativi che rischiavano di pregiudicarne il reddito. Secondo quanto riferito da alcuni player, tra l’altro, nel settore ci sono anche gruppi che hanno già interrotto o interromperanno la distribuzione dei loro prodotti per alcune settimane o mesi, per non esser riusciti a rispettare la deadline del 22 febbraio, che Ivass/Bankitalia non hanno prolungato. Questo, secondo gli osservatori, porterà ad un calo della produzione che si rifletterà anche in minori introiti per lo Stato.

D’altro canto i consumatori fanno notare che questi prodotti hanno per anni garantito lauti compensi alle compagnie e soprattutto ai distributori, e hanno ingenerato spesso situazioni di scopertura per alcuni assicurati che pensavano di essere coperti e si sono invece trovati di fronte a rifiuti di rimborso, con gravi conseguenze per le finanze familiari.

(Il Sole 24 Ore, Plus 24, sabato 20 febbraio 2016)

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