QUANDO LO SWAP INCONTRA IL LEASING

QUANDO LO SWAP INCONTRA IL LEASING

07/07/2014

Quando un leasing e un derivato si incontrano il decreto ingiuntivo viene sospeso. Sebbene nella scarna ordinanza del 5 maggio scorso del Tribunale di Udine non sia affatto scritto così, potrebbe essere questa una possibile "frontiera" del contenzioso tra banche e clienti. Nel particolare, il Tribunale ha sospeso (in quanto è dubbio l'esatto ammontare del credito della società di leasing) l'esecutività di un decreto ingiuntivo di 122mila euro che la Hypo Alpe Adria avrebbe dovuto riscuotere da una ditta con la quale aveva sottoscritto un leasing immobiliare in costruendo e indicizzato al cambio (rapporto tra Euro e Franco svizzero).

Nonostante l'ordinanza si limita soltanto a osservare che << dal contratto di leasing non risulta applicabile la clausola rischio cambio>>, l'avvocato Paolo Righini (che difende la ditta) sostiene che i motivi della sospensione sarebbero ricollegabili alla clausola di rischio cambio che configurerebbe un derivato implicito nel leasing (si parla, in questi casi, di [/FIRMA]embended derivatives). Secondo il difensore, la clausola configurerebbe un currency swap che sarebbe stato inserito nel contratto all'insaputa del cliente. Va sottolineato che il giudizio è ancora nelle sue fasi iniziali e soltanto in sede di dibattimento si valuterà se la tesi sarà fondata o meno.

La questione dei derivati impliciti nei contratti di finanziamento non è nuova. Spesso sia nei contratti di leasing sono presenti opzioni floor (significa letteralmente "pavimento") che, limitando le fluttuazioni al ribasso del tasso variabile cui è indicizzato il finanziamento, consentono alle banche di garantirsi un guadagno minimo sotto il quale non potrà scendere. C'è chi manifesta forti dubbi sulla validità giuridica di queste clausole in quanto, sebbene inserite in contratti di finanziamento-e come tali sottoposti alla disciplina del Testo unico bancario (Tub) - dovrebbero rispettare le norme previste invece dal Testo unico della finanza (Tuf). Inoltre, il loro "impacchettamento" all'interno del contratto di finanziamento non consentirebbe né di comprendere agevolmente l'ammontare del premio che spetterebbe al cliente - che sta implicitamente vendendo l'opzione alla banca - né il rischio ulteriore che queste clausole inseriscono nel finanziamento. Le società di leasing, invece, ritengono che l'inserimento di queste clausole siano coerenti con gli obblighi imposti agli intermediari di sana e prudente gestione.

(Il Sole 24 Ore - Plus 24, sabato 5 luglio 2014)

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