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VERIFICARE I COSTI SCARICATI SUL CLIENTE

VERIFICARE I COSTI SCARICATI SUL CLIENTE

01/02/2016

«Con i tassi di interesse sui mutui ai minimi storici (ed un tendenziale livellamento verso il basso anche dei costi di istruttoria) non si assisterà nell’immediato ad una corsa al leasing per l’acquisto della prima casa» è questa la previsione di Paolo Divizia, notaio in Bergamo, con il quale abbiamo fatto il punto sulla nuova possibilità per acquistare casa.
Comprare un immobile in leasing che vantaggi ha?
I vantaggi sono notevoli soprattutto sul piano fiscale, ma si differenziano in base all’età ed al reddito dell’aspirante acquirente. Ci sono poi dei vantaggi che potremmo definire “oggettivi” che invece si estendono a tutti. In assenza di un iniziale mutuo ipotecario, ad esempio, le spese bancarie di istruttoria ed i costi notarili connessi sono evitati. Il ricorso al notaio si sposta solo nella successiva ed eventuale fase di opzione di acquisto. Tecnicamente, però, occorrerà valutare in che misura i costi notarili e fiscali di acquisto dell’immobile da parte della società di leasing saranno posti a carico dell’utilizzatore, incrementandone la spesa complessiva.
Quali sono i vantaggi fiscali?
Allora, la legge di Stabilità 2016, prevede una specifica aliquota, pari all’1,5%, da applicare al trasferimento di immobili aventi i requisiti “prima casa” nei confronti di banche e intermediari finanziari autorizzati. Sul piano economico, questo vuol dire che nel primo segmento di acquisto (cioè quello fra l’originario proprietario del bene e la banca) si realizza un primo risparmio di imposta che si dovrebbe tradurre in un immediato alleggerimento delle condizioni contrattuali proposte all’utilizzatore. A ciò si aggiunga che, il riscatto finale dell’immobile, sulla base della disciplina oggi vigente, è già agevolato in quanto imposte di registro, ipotecaria e catastale sono applicate in misura fissa.
Chi potrebbe esserne avvantaggiato?
Il vantaggio per i giovani è evidente. Valga questo esempio. Se l’acquirente ha meno di 35 anni (ed un reddito complessivo non superiore a 55 mila Euro lordi l’anno alla data di stipula del contratto di leasing), sono previsti significativi sgravi sull'Irpef lorda (nella misura del 19%), con un tetto di Euro 8 mila su canoni ed accessori del leasing e di Euro 20 mila per il costo di acquisto finale dell’immobile. Lo schema è simile a quello già noto della detrazione degli interessi passivi sui mutui. Anche per gli over 35 è prevista una agevolazione fiscale, ma con massimali dimezzati (ossia di 4 mila e 10 mila Euro) rispetto agli acquirenti più giovani. Va poi osservato come la legge preveda delle forme di sospensione, al ricorrere di specifici presupposti (ad esempio, la cessazione del rapporto di lavoro, ma non su base consensuale), dell'obbligo del pagamento del canone periodico di leasing, per non più di una volta e fino ad un massimo di dodici mesi”
E gli svantaggi?
Credo che lo svantaggio principale risieda nel fatto che la durata del leasing è di regola più breve rispetto a quello di un mutuo, il quale - ad oggi - coincide spesso con un orizzonte temporale di vita, assestandosi anche su durate trentennali. Il leasing, che di regola non supera i 12 o 15 anni, avrà dunque canoni mensili più alti.

(Il Sole 24 Ore, Plus 24, 2 gennaio 2016)

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