NULLO IL FINANZIAMENTO SENZA L'ISC

NULLO IL FINANZIAMENTO SENZA L'ISC

31/10/2015

Per il Tribunale di Napoli il mutuo chirografario che non riporta l’Indicatore sintetico di costo vìola il Tub.


Il finanziamento che non riporta nel frontespizio del contratto l’Isc (Indicatore sintetico di costo conosciuto anche come Taeg) è nullo per violazione del Testo unico bancario (Tub, articolo 117, comma 8). Sulla base di questo innovativo principio il Tribunale di Napoli, con sentenza 7779 del 25 maggio scorso, ha respinto la domanda con cui UniCredit aveva preteso da una società il pagamento di 196mila euro quale residuo del finanziamento concessole nel 2007. Ma andiamo con ordine.

la vicenda

A ottobre del 2007 una società stipula con UniCredit un finanziamento chirografario di complessivi 250mila euro. Nel 2012 la società inizia a non pagare più le rate e la banca ottiene quindi dal Tribunale di Napoli un decreto ingiuntivo (196mila euro) al quale la società si oppone.

la sentenza

Il Tribunale partenopeo (giudice Massimiliano Sacchi), in primo luogo, ha respinto l’eccezione della società di nullità del contratto per difetto di forma scritta in quanto ha ritenuto sufficiente la sottoscrizione del cliente (che era presente) e irrilevante la mancanza di quella della banca, in quanto soggetto predisponente il testo contrattuale.

Il giudice, però, ha accolto l’altra eccezione sollevata dal cliente, stabilendo che il mutuo era nullo in quanto privo nel frontespizio (ovverosia nel cosiddetto documento di sintesi) dell’indicazione percentuale del Taeg e ciò in violazione dell’articolo 117 comma 8 Tub, in relazione alla delibera del Comitato interministeriale per il credito e il risparmio (Cicr) del 4 marzo 2003, che rinvia al contenuto tipico dei contratti indicato all’articolo 9 delle istruzioni di trasparenza di Banca d’Italia (per un caso meno grave di indeterminatezza per contrasto tra il Taeg pattuito e quello effettivamente applicato si veda «Plus24» del 18 luglio 2015).

Il giudice campano ha dunque riconosciuto la nullità del contratto nonostante in esso fossero indicati gli elementi per la sua determinazione (tasso nominale, spese di istruttoria e altre condizioni economiche). Secondo il giudice, infatti, i singoli elementi non sono sufficienti, posto che il Taeg non può essere calcolato semplicemente sommando questi fattori ma è necessario fare riferimento alla formula di calcolo del Taeg contenuta nelle istruzioni di trasparenza di Banca d’Italia. La sentenza ha quindi respinto integralmente la domanda dell’intemediario finanziario.

così unicredit

«L’istituto - fanno sapere dalla banca - ricorrerà in appello in quanto ritiene che nel contratto, come riconosciuto anche dal giudice, “sono esposti tutti gli elementi che concorrono alla determinazione di tale parametro” e che la stessa formula di calcolo dell’Isc è pubblica. Per cui nessuna effettiva violazione delle norme sulla trasparenza può dirsi verificata in quanto la banca ha anche depositato il documento di sintesi recante tutte la condizioni economiche, tra cui gli elementi determinanti l’Isc».


(Il Sole 24 Ore, Plus 24, 31 ottobre 2015)

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