TAEG BEN IN EVIDENZA, COME GLI INTERESSI

TAEG BEN IN EVIDENZA, COME GLI INTERESSI

31/10/2015

La direttiva Ue sui mutui introduce l’obbligo dell’Esis. Più chiarezza sui costi per i sottoscrittori.


Una perfetta trasparenza sui mutui. La direttiva mutui (2014/17/UE) si occupa estesamente delle informazioni che vanno rese al mutuatario, cambiando profondamente l’informativa precontrattuale, rendendo di fatto obbligatorio l’Esis (European Standardised Information Sheet, si veda anche l’articolo a pagina 4) per rendere subito trasparenti ai clienti le condizioni effettive del mutuo. E siccome in sé il tasso di interesse può nascondere insidie, la direttiva prescrive che «il Taeg, deve avere un’evidenza all’interno dell’annuncio almeno equivalente a quella di ogni tasso di interesse». Una misura volta chiaramente a evitare che i mutuatari vengano “allettati” con l’indicazione di un tasso allettante, ma poi tra le righe si trovino costi ben maggiori celati tra le voci del mutuo.

«Le modalità di calcolo del Taeg - spiega Angelo Peppetta dell’Abi - non cambiano, perché si applicano le regole del credito al consumo, che in Italia già vengono applicate anche ai mutui. L’introduzione dell’Esis è un fatto molto rilevante, perché era stato previsto in sede di autoregolamentazione, ma non era mai entrata nella regolamentazione secondaria. Una soluzione che renderà possibile comprendere subito come impattano tutti i costi sul Taeg e comparare le condizioni di mutuo offerte sul mercato».

È questa infatti la finalità della direttiva che nei considerando iniziali, spiega che «il costo totale del credito per il consumatore dovrebbe comprendere tutti i costi legati al contratto di credito che il consumatore deve pagare e che sono noti al creditore. Dovrebbe pertanto includere interessi, commissioni, imposte, compensi per gli intermediari del credito, costi della valutazione dei beni immobili a fini ipotecari e tutte le altre spese, escluse le spese notarili, richieste per ottenere il credito». Non è prevista invece l’inclusione dei «costi che il consumatore sostiene in relazione all’acquisto dell’immobile o del terreno, ad esempio le tasse associate e le spese notarili o i costi di registrazione catastale».

Compito del creditore è anche conoscere dei costi che il cliente dovrà sostenere, tenendo conto degli obblighi di diligenza professionale, presumendo che «sia conoscenza dei costi dei servizi accessori offerti al consumatore in proprio o per conto di terzi».

L’importanza di un foglio di informativa precontrattuale che rende trasparenti per il cliente tutte le informazioni, rende il mutuo anche più facilmente confrontabile con le offerte degli altri istituti. Inoltre l’indicazione data al cliente vincola la banca per sette giorni, per rendere il confronto più efficace e dare al mutuatario un’effettiva possibilità di scelta.


(Il Sole 24 Ore, Plus 24, 31 ottobre 2015)

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