IL DOPPIO FRONTE SULL’ANATOCISMO BANCARIO

IL DOPPIO FRONTE SULL’ANATOCISMO BANCARIO

13/09/2015

Si intensificano le ordinanze dei tribunali italiani che sulle tutele per i risparmiatori vanno in ordine sparso

Tribunali sempre più in ordine sparso sull'anatocismo. Se da un lato, infatti, alcuni collegi ritengono che il nuovo divieto si applica già dal 1° gennaio 2014 (si veda più avanti), altri ritengono invece che il divieto entrerà in vigore soltanto dopo l'approvazione della delibera del Comitato interministeriale per il credito e il risparmio (Cicr, si veda pezzo sotto). Nel frattempo, però, scadrà il 23 ottobre 2015 il termine per presentare osservazioni proprio alla proposta di delibera che Banca d'Italia (ha funzioni consultive) intende inviare al Cicr affinché questo disciplini la produzione di interessi nelle operazioni bancarie. Ma andiamo con ordine.

Le sentenze pro-cliente

A prescindere dal contenuto della futura delibera Cicr, alcuni tribunali sostengono che l'articolo 120 Tub sia chiaro nello stabilire il divieto assoluto di anatocismo già dal 1° gennaio 2014, senza dover attendere cioè l'emanazione della delibera Cicr che dovrà disciplinare soltanto le modalità di produzione degli interessi e che non potrà derogare al divieto generale. In questo modo si sono espressi il Tribunale di Biella (ordinanza del 7 luglio), di Milano (ordinanze del 25 marzo, 3 aprile, 1 giugno, 29 luglio e 8 agosto) e Cuneo (ordinanza del 29 giugno), che hanno vietato a diverse banche di applicare gli interessi sugli interessi maturati.

La proposta di delibera

Come detto, per ovviare a questa situazione Bankitalia ha avviato la consultazione sullo schema di delibera Cicr , in esecuzione a quanto disposto dall'articolo 120 del Testo unico bancario (Tub), norma che secondo la stessa Banca d'Italia sconta qualche difficoltà ricostruttiva. In estrema sintesi, la delibera dovrebbe stabilire dal 1° gennaio 2016 i seguenti principi: 1) gli interessi maturati non possono produrre interessi (divieto di anatocismo); 2) il divieto si applicherà «a tutte le operazioni di raccolta del risparmio e di esercizio del credito» ma non agli interessi di mora, disciplinati dal Codice civile; 3) per i rapporti regolati in conto corrente (per esempio le aperture di credito) e per le carte revolving, gli interessi dovranno essere conteggiati (il 31 dicembre di ogni anno o il giorno dell'estinzione del rapporto) con pari periodicità, comunque non inferiore a un anno; 4) gli interessi dovranno essere contabilizzati separatamente dal capitale e diverranno esigibili dopo 60 giorni (o termine superiore) dal ricevimento dell'estratto conto, decorsi i quali il cliente potrà autorizzare l'addebito degli interessi sul conto o sulla carta e questi produrranno interessi; 5) il contratto potrà stabilire che, decorsi i 60 giorni, i fondi accreditati sul conto siano impiegati per estinguere il debito di interessi; 6) in caso di chiusura del rapporto il debito per capitale potrà produrre interessi mentre non lo potrà il debito per interessi.

(Il Sole 24 Ore, Plus 24, Sabato 12 settembre 2015)

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