USURA, BANKITALIA TORNA SOLO IN PARTE SUI SUOI PASSI

USURA, BANKITALIA TORNA SOLO IN PARTE SUI SUOI PASSI

01/06/2015

Meglio tardi che mai, ma soprattutto "meglio poco che niente". La Banca d'Italia ha finalmente deciso di mettere mano alla contraddittoria regolamentazione sull'usura. Un intervento atteso, ma inferiore alle aspettative perché non porrà fine ai contenziosi sempre più numerosi su questo tema tra banche e clienti.
L'authority ha avviato una pubblica consultazione con l'intento di apportare delle modifiche alle istruzioni in materia di rilevazione dei tassi effettivi globali medi (Tegm) ai sensi della legge sull'usura. Una serie di accorgimenti, sui quali gli operatori possono inviare fino al prossimo 30 giugno le loro osservazioni, che non si preannunciano come un intervento risolutivo per risolvere tutte le incertezze giuridiche (modalità di calcolo dei tassi usurai, rilevanza del floor e degli interessi di mora, possibilità di sommare tasso corrispettivo con quello moratorio, usura sopravvenuta) che intasano le aule dei Tribunali, con giudici che procedono in ordine sparso con pronunciamenti contrastanti.
In particolari, in tema di remunerazione degli sconfinamenti, a quasi tre anni dall'entrata in vigore (primo luglio 2012) della commissione di istruttoria veloce (Civ), che doveva porre fine alle vituperate commissioni di massimo scoperto., la Banca d'Italia interviene su una evidente contraddizione sulla Civ e sugli spazi di libertà concessi finora alle banche. Per evitare gli eccessi tre anni fa non è stato posto un tetto massimo alla Civ, come invece è stato previsto per la commissione sugli affidamenti (0,5% trimestrale). Per la Civ era stato solo precisato che si tratta di una sorta di rimborso spese applicabile solo quando la banca svolge effettivamente un'istruttoria per autorizzare lo sconfino al cliente, senza però imporre alla banca di dimostrare d'averla eseguita: basta che la prevedano le stese procedure interne. Risultato? Molte banche hanno stabilito che un'istruttoria veloce non si nega a nessun sconfinamento, per quanto minimo, con oneri complessivi esagerati per i clienti. L'unico freno per limitare l'utilizzo di questa leva di pricing da parte delle banche sono quindi i tassi di usura e quando rischiano di superare queste soglie le banche non applicano più la Civ nell'arco del trimestre.
E se a maggio 2012, nella "Relazione sull'analisi d'impatto" redatta subito dopo l'introduzione della Civ, la Banca d'Italia sosteneva che per il calcolo del tasso effettivo globale le Civ addebitate nel trimestre non vanno annualizzate (in contrasto con l'articolo 2, comma 1, della legge sull'usura 108/96 che considera letteralmente il tasso effettivo globale "riferito ad anno"), adesso l'authority rivede finalmente la metodologia di calcolo e per tutti gli oneri da includere nel Teg, compresa la Civ, propone di rendere obbligatorio di calcolo su base annua, ovvero moltiplicare per quatto l'onere trimestrale. Non andranno annualizzati solo specifici oneri previsti contrattualmente una tantum nell'anno.
La Civ annualizzata equivale quindi a un taglio secco immediato dei costi per i conti in scopertura o per gli sconfinamenti. Ma Banca d'Italia poteva spingersi anche oltre, come lei stessa auspicava nell'analisi d'impatto del 2012: come possibile soluzione veniva auspicato "lo scorporo della componente extrafido... che determinerebbe una riduzione delle soglie usura per le aperture di credito in conto corrente". Ma anche in questo caso Banca d'Italia ha rivisto la propria posizione e su questo punto ha deciso per ora di soprassedere. La consultazione è ancora aperta.


(Il Sole 24 Ore, Plus 24, sabato 30 maggio 2015)

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